(1) Giunti a Salerno colla dilettevole novella, e quine cenarono. E perché la brigata era stanca, senzʹaltro dire se nʹandarono a dormire fine al dì seguente che levati funno. E dato lʹordine di caminare, il preposto comandò a lʹaltore che alla brigata dica una novella: perché lo camino di verso Reggio di Calabria era un pogo lunghetto, a tal camino per lo giorno ordini di bella novella atta secondo iʹ viagio dove sono. Ma prima che si muovano dica qualche canzona morale. Lʹaltore disse che fatto serà, e voltosi alla brigata disse:
(2) "Canzon, chi vuol ben giudicare, il fine
riguardi, e chi securo
star ci vuole pigli pogo a guardare
che in questo mondo le genti
meschine non pensano al futuro,
possin pur nel presente assai rubare.
E questo è quello che ci fa tribulare,
e romper traʹ buoni pace e acender ira:
perché a sé propio ognun le cose tira."
E seguendo disse:
(3) DE BONA FORTUNA IN A[DVERSITATE
DI FRATE MORIALE CHE CONDUSSE LA PARTE E GENTE IN ITALIA.
(4) Al tempo che fraʹ Moriale condusse e fési capo delle parti e compagne che ’n Italia si facessero, fu uno giovane di Pavia nomato Santo, nato di buone genti, il quale, piacendoli esser più omo di compagna che prete né altrʹo mercadante, si misse innella compagna di fraʹ Moriale. (5) Et essendovi stato alquanto tempo — et avea seco una somma di fiorini III[I] cento —, diliberò della ditta compagna uscire per duʹ rispetti: lʹuno fu perché li parea che a lʹanima fusse peccato, lʹaltro perché al corpo era pericolo. Et uno giorno si partìo da Napoli tutto solo a piè con una lancia et uno coltello, e caminò verso Salerno; e da Salerno si mosse per andare a Reggio (dove ora pensiamo dʹandare) per potere al porto dʹAncona entrare in mare e caminare a Pavia.
(6) Et essendo il preditto Santo armato, in uno bosco assai folto dʹarbori si scontrò in due malandrini, li quali, come viddero il ditto Santo solo, lui assaglirono. Santo, difendendosi meglio potéo, percosse lʹuno di queʹ malandrini alquanto colla lancia nel braccio ritto; lʹaltro percosse il ditto Santo per modo che [la] lancia di mano li cadde. E cadutali la lancia, il ditto Santo fu preso e rubato deʹ ditti fiorini IIII cento e tutti i panni e lassato legato a uno arboro in camicia.
(7) Eʹ andatosi via, Santo, che si vede legato a quellʹarboro, stima per certo quine dover morire, racomandandosi a Dio; e i malandrini lieti caminarono a una fontanella che non molto lungi era daʹ luogo. E quine messi a posare partendo i fiorini rubati — e perché quello chʹera stato ferito innel braccio, non potendo portare la lancia, tra via lʹavea lassata e fattosi il braccio fasciare acciò che ʹl sangue restasse —, e mentre che costoro stavano in tal mena, sopravenne un altro malandrino aʹ luogo dovʹera Santo legato. (8) Santo, come lo vede, se li racomanda; lo malandrino dice: "Che vuol dir questo?" Santo dice: "Io sono stato rubato da duʹ malandrini che ora mi trovonno et hannomi tolto fiorini CCCC eʹ panni, e così legato mʹhanno lassato." Lo malandrino dice: "Or qui mi fusse io trovato, arei auto la parte mia di quello tʹhanno rubato." Santo dice: "Se tu mi vuoi dislegare, io mi penso ritrovarli, se meco vorrai venire; e di tutto ciò che io guadagnerò, la metà voʹ che sia tua, lʹaltra mia." Lo malandrino dice che era contento; e discioltolo, insieme caminaro prendendo Santo la sua lancia.
(9) E come andati furno alquanto, trovonno la lancia di quello chʹera stato ferito, che lassata lʹavea, e subito, al sangue che andava versando, che via li malandrini aveano fatto. E seguendo la traccia del sangue, alla fontana dovʹerano li malandrini arrivonno: e subito Santo, che vigoroso era e volenteroso di vendicarsi di quello li era stato fatto, per riavere il suo disse al compagno: "Andiamo loro a dosso, e prima che elino possano prender riparo, colle lance li percotiamo: e spero se serai valente noi li prenderemo o veramente li uccideremo, e poi la robba partiremo." Lo malandrino disse che francamente li percoterà.
(10) E mossi, colle lance basse sopra deʹ duʹ malandrini giunsero: Santo colla lancia percosse lʹuno deʹ malandrini che non era ferito, e passatolo dallʹaltro lato, morto cadde. Poi Santo e ʹl compagno si cariconno a dosso al malandrino ferito il quale aitare non si potea, subito lʹebbero morto. E cercatoli, trovaron li fiorini IIII cento che a Santo aveano tolto, e III cento fiorini aveano oltra quelli, che per lo simile modo ad altri rubati aveano, con alcuno gioiello di valuta di fiorini X.
(11) E rivestitosi Santo deʹ suoi panni, tenendo sempre i denari apresso, colla lancia in mano disse al compagno malandrino: "Ora partiamo quello che guadagnato abiamo." Et innomerati fiorini IIII cento, disse: "Questo è il mio capitale." E poi de li altri fiorini III cento feʹ duʹ parti, dicendo a’ malandrino: "Questa parte della somma deʹ fiorini in cento è tua, e questʹaltra parte è mia, e sono contento che tutti li panni che costoro hanno, con ogni lor cosa, sia tuo, e li gioielli siano miei." (12) Lo malandrino dice: "Or bene tu hai partito lʹuna somma deʹ denari, ora parte lʹaltra." Santo disse: "Tu sai che io ti dissi che di quello che io guadagnava aresti la metà; e però questo è ʹl mio capitale e di questo non dèi aver nulla; lo guadagno è partito come ti promissi, e fustine contento. E se in caso che contento non fussi, puoni giù cotesti denari et io metirò li miei e quelli ho guadagnati, e tra te e me la facciamo." Lo malandrino, avendo paura, quelli si tolse, e Santo se nʹandò al suo viagio.
(13) E per questo modo quelli che credeano rubare, funno rubati e morti.
Ex.° LXXXV.