I percorsi letterari della Calabria. La novellistica

date

1544-1573

author

Matteo Bandello

title

Famiglia Atellani (Matteo Bandello, Novelle IV 18 [19])

summary

bibliography

  • Matteo Bandello, Le novelle, a cura di G. Brognoligo, Bari, Laterza, V, 1912

teibody

IL BANDELLO a l’ illustre e valorosa signora la signora Gioanna Sanseverina e Castigliona salute

Quanto errino alcuni buoni uomini privi di ogni buono e sano giudicio, li quali non vogliono che in modo veruno le donne siano atte a le lettere e a l’armi, è tanto facile a provare che soverchio parmi il volervisi affaticare; perché leggendo le istorie antiche e moderne, di quale lingua si sia, si troveranno molte donne in l ’una e l ’altra facoltà degne di onorata e immortale memoria. E certamente se li padri volessero permettere alcune de le figliuole darsi agli studi litterali e anco a l ’armi, molte riusceriano eccellentissime, come fu per lo passato. Ma per non discorrere per l ’Europa, non usciremo per ora fora di Milano, lasciando Pentesilea, Camilla, Tomiri, Ippolita, Zenobia, Saffo, Temistoclea, Proba, Polla, Argentana e molte altre dotte e bellicose, e diremo solamente de la mirabile eroina la signora Ippolita Sforza e Bentivoglia, che tutto il di si vede di passi reconditi de la lingua latina dottamente disputare. Ma come posso tacere la moderna Saffo, la signora Cecilia Gallerana contessa Bergamina, che, oltra la lingua latina, cosi leggiadramente versi in idioma italiano compone? Chi oramai non conosce la signora Camilla Scalampa e Guidobuona, le cui colte rime sono in tanto prezzo? Queste tre sono pure in Milano. Ci è ancora la nobile e valorosa signora Luzia Stanga, ohe con la spada in mano fa paura a molti bravi. Ci è anco la figliuola del giardinero de l ’umanissimo signor Alessandro Bentivoglio, che questi di nel gran borgo de la Porta Comasca contra dui sbirri, che volevano prendere il fratello di lei che senza arme era, dato mano a una spada, uno di quei sergenti animosamente assali e l ’ammazzò, e l ’altro di una stoccata feri e fece fuggire. Ora questi di, ne l ’orto de li nostri signori Attellani ragionandosi in una buona compagnia del valore di molte donne, vi si ritrovò messer Bartolomeo Bozuomo, che era stato quaranta anni schiavo di turchi, il quale a proposito di quello di cui si ragionava, narrò una singolare prodezza fatta contra turchi da una giovanetta greca, la quale animosamente a uno gran numero di turchi, che la patria sua assediavano, si oppose. Avendola poi descritta, al vostro nome, per segno de la mia servitù e vostra infinita cortesia, quella consacrai. E cosi ve la mando e dono. State sana.

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