Francesco Pipino

Chronicon

Il Chronicon di Francesco Pipino, frate domenicano bolognese vissuto tra la seconda metà del XIII e la prima del XIV secolo, è una poderosa cronaca in lingua latina, composta complessivamente da XXXI libri, ciascuno generalmente dedicato al periodo di regno di un imperatore, a eccezione del XXV libro, interamente incentrato sulla storia delle crociate. L’arco cronologico coperto dalla cronaca è estremamente ampio: dalla formazione del regno dei Franchi, fatta risalire al leggendario re Faramondo, e dal regno di Carlo Magno, fino agli eventi più prossimi all’autore, con la menzione della morte di papa Clemente V nel 1314 e alcuni riferimenti al pontificato del suo successore Giovanni XXII.

Il Chronicon appartiene al filone della cronachistica di stampo universale, tipica della scrittura di storia degli ordini mendicanti. L’universalità della cronaca risiede sia nell’estensione cronologica del racconto sia nell’uso di un ampio e variegato repertorio di fonti, organizzato secondo un impianto di tipo enciclopedico ed erudito. Al tempo stesso, il testo presenta un carattere compilativo: Pipino seleziona, rielabora e combina materiali tratti da numerose e variegate fonti. Tuttavia, il cronista non rinuncia a segnalare la propria presenza all’interno del testo, ricorrendo frequentemente al termine actor (cioè auctor), rubricato nei titoli o inserito all’interno dei paragrafi, per sottolineare interventi, scelte o commenti personali.

L’edizione del Chronicon curata da Ludovico Antonio Muratori, qui oggetto di digitalizzazione, è stata pubblicata all’interno del IX tomo dei Rerum Italicarum Scriptores, ma riguarda solo una parte del testo, corrispondente ai libri XXII-XXXI, a eccezione del XXV libro, edito nel VII tomo dei Rerum Italicarum Scriptores con il titolo Bernardi Thesaurarii Liber de acquisitione Terrae Sanctae. L’edizione di Ludovico Muratori è però molto parziale: numerosi capitoli sono stati omessi, il testo appare talvolta alterato e mancano indicazioni sulle fonti utilizzate dal cronista.

Nel IX tomo dei Rerum Italicarum Scriptores il testo è stato suddiviso complessivamente in quattro libri: il primo è composto da 47 capitoli tratti dal XXII libro; il secondo raccoglie 54 capitoli tratti dai libri XXIII-XXIV e XXVI; il terzo è formato da 49 capitoli estratti dai libri XXVII-XXXVIII; il quarto comprende 49 capitoli tratti dai libri XXVIII-XXXI. Nel complesso, l’edizione muratoriana presenta 199 capitoli, a fronte dei 431 che compongono i libri corrispondenti dell’opera originale.

Alla luce di questi dati, l’edizione di Muratori, pur avendo svolto un ruolo decisivo nella trasmissione del Chronicon di Francesco Pipino, restituisce solo parzialmente l’ampiezza, la struttura e la complessità dell’opera. La selezione dei capitoli, le omissioni e le alterazioni testuali incidono significativamente sulla percezione del lavoro del cronista, rendendo l’edizione muratoriana una testimonianza importante ma incompleta del testo originario.