
I percorsi letterari della Calabria. La novellistica
date
1476
author
title
Alfonso d'Aragona (Tommaso Guardati 'Masuccio Salernitano', Novellino, II esordio)
summary
bibliography
- Il Novellino di Masuccio Salernitano restituito alla sua antica lezione da Luigi Settembrini, a cura di Salvatore Nigro, Milano, RCS, 2000
teibody
Novella II
Argomento
Un frate Domenichino dà ad intendere a Madonna Barbara che conceperà di un giusto, e farà lo quinto evangelista, e con tale inganno la ingraveda, da poi sottoaltra fraude si fugge: il fatto si scopre, il padre bassamente marita la Barbara.
A LO SERENISSIMO PRINCIPE
ESORDIO
Sono alquanti, serenissimo Signore mio, che volendo volteggiare sopra il senno e integrità, et estimando mostrarsi a’ volgari buoni e di virtù ornati, lo loro conversare è continuo con Religiosi, e cosi da molti veduti sono sputare paternostri e pascersi di piedi di santi; e quanto coloro che ciò adoprano siano di nefandi peccati e scelestissimi vizi macchiati , quelli che con tali vengono a strette pratiche vero testimonio render me ne ponno. Da questi tali dissimulatori sono io de continuo soffiato morso e lacerato; per cagione che dicono ch’io ho dirizzata la penna e la lingua che non pare che d’ altro sappia ragionare e scrivere se non contro de’ frati, li quali affermano la Maggior parte essere osservanti de loro regole, e se alcuno scellerato ce ne fosse, il numero de’ buoni perfidiano che è infinito. E come che da li già detti ipocriti mormoratori io non vorrei esser lodato, nondimeno basta loro per eterna risposta, che le manifeste sceleragini ogni dì adoperate universalmente per li malvagi religiosi, e con nuove arti e con diversi ingegni, approvano de continuo la mia verità. E da coloro che sono del vero e della onestà amici e conoscitori sarà il mio dire con perpetue laudi commendato. Occorremi dunque, gratiosissimo Signore mio , a tal proposito dire che quantunque più facilmente tra cento soldati se ne trovarebbeno la metà buoni, che tra tutto un capitolo de frati ne fosse uno senza bruttissima macchia; nondimeno quando ben fosse lo numero de’ buoni maggiore che de’ cattivi, ne seguirebbe non minore inconveniente, siccome adviene nelle perigliose battaglie nelle quali maggior detrimento rende un vile codardo che non fanno utile dieci animosi. Non altramente avverrebbe a li miseri secolari, li quali più che non fa bisogno a loro falsità prestano fede: ché più ruina vergogna e danno ce porgerla la pratica e conversatione di uno scelesto occulto e ribaldo frate, che da la perfezione di cento buoni ne traessino comodità alcuna. Contro a li quali non me pare per loro degno ed eterno castigo che sia altro da dire, se non che Iddio possa presto distruere il Purgatorio, tale che non possendo de elemosina vivere andassero a la zappa, onde la maggior parte di loro hanno già contratta la origine. Tuttavia voglio in questa mia verissima istoria, a Te mio dio terreno dirizzata, alquanto ritrarmi da la loro generalità offendere, ma a particolare persona discendendo, te mostrerò come un frate predicatore, molto singulare fra’ domenichini stimato, con una singularissima beffa pigliasse fra suoi volpini lacci una delle più illustri donne di tutta La Magna.
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