I percorsi letterari della Calabria. La novellistica

date

1544-1573

author

Matteo Bandello

title

Lucio Scipione Atellani (Matteo Bandello, Novelle I 41)

summary

bibliography

  • Matteo Bandello, Le novelle, a cura di G. Brognoligo, Bari, Laterza, II, 1928

teibody

IL BANDELLO al vertuoso signore il signor Rinuccio Farnese.

Non molto dopo il sacco di Roma fatto dagli spagnuoli e dai tedeschi soldati de 1’ imperadore, voi vi trovaste con la compagnia vostra di cavalli leggeri, essendo alora ai servigi e al soldo dei signori veneziani, nel contado de la città di Viterbo; ed essendo i caldi molto grandi, che era del mese di giugno, voi invitaste a desinar con voi il signor Lucio Scipione Attellano ambasciatore del signor duca Francesco Sforza e voleste che di compagnia anch’ io vi venissi. Il luogo ove quel giorno ci conduceste fu una freschissima ed agiata stanza tutta intagliata a scarpello dentro un tofo, e dinanzi al luogo v era un bellissimo e fruttifero oliveto con una viva, fresca e chiara fontana che fuor d’un sasso ivi vicino sorgeva. Quivi adunque trovammo che Vera prima di noi giunto il gentilissimo signor Giorgio Santa Croce, col quale io aveva già contratta lunga e dolce domestichezza quando assediandosi Milano il campo de la lega era a Lambrate e quivi d’ intorno. Ora essendosi posti a tavola, si desinò con tal apparecchio e con si delicate e varie vivande e con si bell’ordine e si preziosi vini, che non in uno essercito in campagna pareva che si fosse, ma sarebbe stato assai se il desinare si fosse fatto in Roma innanzi che ella fosse saccheggiata. Dopo desinare ragionandosi di varie cose, voi pigliaste in mano il libro de le divinissime rime del Petrarca, e leggendo alcuni sonetti si cominciò sommamente a commendar da tutti l’alto e candidissimo stile, le belle e scelte e proprie parole con la disposizione e nascosti sensi dal poeta usati. Cominciaste poi a legger nei Trionfi la bella istoria di Masinissa e Sofonisba, la quale tutta piena di compassione quasi ci tirò le lagrime sugli occhi. Alora fu da voi pregato il signor Giorgio Santa Croce che volesse la detta istoria, per contentezza del signor ambasciatore e mia, narrare in quel modo, che un’altra volta dicevate che narrata vi aveva, essendo tutti dui con molti signori e gentiluomini a diportarvi sovra il lago di Bolsena. Il che egli disse di fare. E cosi a la presenza vostra e di molti gentiluomini che quivi avevano desinato egli ci narrò la pietosa istoria. Onde avendomi voi imposto che volessi scriverla, vi promisi di farlo. Per questo, essendo a Cortona alcuni giorni dimorato, l’ho scritta come meglio ho saputo e sotto il vostro nome collocata come sotto un forte scudo, a ciò che se alcuno mi mordesse che avendola io sentita recitare ad un eloquentissimo romano l’abbia con parole non romane scritta, possiate scusarmi che ho fatto quanto ho potuto. State sano.

notes alpha

    notes int