I percorsi letterari della Calabria. La novellistica

date

1544-1573

author

Matteo Bandello

title

Lucio Scipione Atellani (Matteo Bandello, Novelle I 44)

summary

bibliography

  • Matteo Bandello, Le novelle, a cura di G. Brognoligo, Bari, Laterza, II, 1928

teibody

IL BANDELLO al molto magnifico e vertuoso signore il signor conte BALDASSARE CASTIGLIONE.

Venne non è molto in Milano la gentilissima signora Bianca da Este, già consorte del signor Amerigo Sanseverino, la quale per alcune sue liti vi dimorò molti giorni. Ella fu molto onoratamente da diversi gentiluomini milanesi accarezzata e festeggiata con sontuosi banchetti, musiche ed altri onesti intertenimenti E tra gli altri che magnificamente l’onorarono ne fu uno il graziosissimo avvocato che la sua lite aveva ne le mani, messer Benedetto Tonso. Vi fu poi il signor Lucio Scipione Attellano, persona come sapete cortesissima e vertuosa, il quale con un desinare ed una cena luculliana liberalissimamente l’onorò, avendo alcune nobilissime donne ed onorati gentiluomini invitato. Era la stagione di luglio, nel tempo che i giorni canicolari sogliono esser alquanto fastidiosi. Si recitò una farsa non già molto lunga, ma ben sommamente dilettevole, la quale buona pezza tenne la gioiosa compagnia in grandissimo piacere. Si ballò e si fecero di molti piacevoli giuochi, ed essendo circa il mezzogiorno era un ardentissimo aere. Ed ancor che si fosse in una sala terrena che le finestre aveva verso levante ed era assai fresca, tuttavia si lasciò di ballare e si cominciò da la lieta brigata ad entrar in diversi ragionamenti. La signora Camilla Scarampa, che un’altra Saffo a’ nostri tempi si può con verità chiamare, disse a tutti che non sarebbe stato fuor di proposito che quell’ora si calda e fastidiosa si dispensasse in piacevoli ragionamenti. Il che da tutti lodato, cominciò essa signora Camilla e narrò una novelletta assai dilettevole, dopo la quale alcune altre ne furono da donne e da uomini recitate. Ultimamente la signora Bianca ne recitò una che a me parve per gli accidenti suoi molto notabile. Il perché io che presente vi era, avendola ben notata la scrissi e la collocai con l’altre mie. Ora parendomi degna per il soggetto che ha, di venir ne le man vostre, quella vi mando, la quale terrete per testimonio del mio amore e riverenza verso voi, non sapendo io né potendo in altro manifestarvi e lasciar testimonio al mondo quanto io sia vostro. Parmi anco avendomi voi mandata quella vostra bellissima elegia, che io alcuna cosetta de le mie vi debbia mandare, non per scambio, perché le mie ciancie non sono da esser paragonate a le vostre coltissime muse, ma perché conosca ciascuno che io sono e sempre sarò di voi ricordevole. State sano.

notes alpha

    notes int