
date
1955
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L'uva puttanella [VI]: R. Scotellaro
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- Tutte le opere, a cura di F. Vitelli, G. Dell'Aquila, S. Martelli, Mondadori, Milano, 2019, pp. 451-454.
teibody
[VI]
Or mentre i paesi restavano all’oscuro, a
Al paese arrivavano ogni giorno soldati con le barbe, dicevano: «Rinfresco di casa mia» e si buttavano sui letti.
Al casino più bello di campagna, a due piani, in mezzo a un mandorleto giovane, si arrivava dalla rotabile per un viale tra i cordoni di mortella. O che si sentirono il fracasso dei piatti e il suono del vecchio grammofono o che il padrone fosse irresistibilmente chiamato al balcone di casa sua, subito l’indomani si seppe che il casino era stato visitato dai tedeschi di passaggio. Allora fu l’avvocato a dire il suo piano, ché lo accompagnassero sul posto uomini armati per tentare di riavere contro i danni e la ruberia, armi e munizioni e benzina. Con la benzina poteva rifarsi. L’avvocato viaggiava in carrozzino tirato da un asino, le due pistole antiche di cavalleria, una a destra una a sinistra, e il giovane milite ferroviario col suo moschetto, il padrone con la sigaretta in bocca e i due mezzadri con le accette che avevano. Un chilometro di strada, un chilometro di propositi fieri di vendetta: «Sono dei giovinastri isolati, sono gli ultimi, li afferreremo».
Ma ecco una chiacchiera di motori si sentì lontana. Forse scappavano sempre verso su: «Avanti, presto» gridava l’avvocato. I motori erano sempre meno lontani, non era un giuoco del vento, i tedeschi tornavano indietro.
All’altezza del casino, in curva, la pattuglia dell’avvocato si fermò, le motociclette dei tedeschi sbucarono in processione: polvere all’avvocato e alla comitiva, afflitta al cancello del casino. All’arrivo dei camion l’avvocato non ne poté più, levò tutt’e due le braccia gridando: «Heil
Il 18 settembre venne una giornata fresca e l’aria una pagina bianca. Potevano essere le dieci del mattino, l’ora della contentezza del mondo, ognuno si è istradato, nel paese e fuori in campagna e oltre le montagne.
Sarebbero giunti gl’inglesi, le donne e i piazzaiuoli dovevano essere poche centinaia, stettero a guardare la rotabile verso la
Va così: il podestà e il vice avevano – per interposte persone – trattato l’avvenimento dell’arrivo, la sera prima. Fino a quel momento – tra il passo e spasso dei tedeschi – quando anche il maresciallo aveva detto a
C’era gente che girava prendendo i nomi di
«Vengono?» s’informava il vice. «Vengono» gli risposero «i tedeschi di nuovo.»
Corse a chiamare il Messo perché aprisse il Municipio: «Là è nascosto, incartalo bene, mettilo in un cesto.» Fece rimettere a posto il ritratto di
La sera prima venne il fiorentino che teneva lo spaccio alla stazione e gli disse: «Vedi che gl’inglesi vengono domani». Il Vice richiamò il Messo: «E quello dobbiamo lasciarlo?» gli chiese il Messo – puntando il Re. «Non pare brutta la parete?»
Il Vice: «Già per coprire quel bianco. Non abbiamo una madonna, un
Il Messo: «Abbiamo della stessa grandezza, tra le carte, un altro Re».
Fecero le prove, andava benissimo
Mandarono il bando: “Domani mattina alle dieci, tutti in piazza, ché vengono gl’inglesi”.
Alla porta del Monte il podestà e il vice furono fatti montare sulla jeep del capitano canadese, da dove troneggiavano, in piazza, battendo le mani, e gridando alla piccola folla: «E che fate? Forza, battete le mani» uno da una parte, il vice dall’altra.
Si alzò dalla sedia del Lotto l’avvocato antifascista, alto, bianco e rosso, col suo cappello a falde alla moda di venti anni prima e nel gazzabuglio delle donne che paravano i senali, dei bimbi che coglievano i cioccolati come allo sposalizio togliendosi il cappello, levandolo alto, l’avvocato gridò: «Viva l’
Gli risposero tutti tacendo, freddi nelle guancie, tutti parlarono di questo freddo poi; il capitano che spinse la jeep nella bella piazza con le selci che luccicavano come l’aria delle dieci, lanciò altre manate di regali. I bambini e le donne si pestavano per terra a cogliere, gli studenti erano rimasti dall’avvocato, si vide un terzo gruppo giostrare, dietro i bambini e le donne. Scendendo dal corso, a passi di cavallo, sprofumato
La jeep mosse balzellando il muso,
notes alpha
notes int