date

1847

author

Malpica, Cesare

title

I sassi di Matera: C. Malpica

summary

bibliography

  • C. Malpica, La Basilicata: impressioni di Cesare Malpica, Napoli, Andrea Festa, 1847.

teibody

I SASSI DI MATERA

[…] Immaginate due valli divise fra loro da un rialto di terra, una volta a tramontana l’altra a mezzodì: due valli profonde scavate dalla natura nel tufo de’ colli. Su per le falde, e nell’imo di queste valli, seguendone la forma, e il declivio ponete delle case; su quell’altura, o lingua di terra se vi aggrada, fate che s’alzino altre case, templi palazzi, e altri grandi edifizi, e avrete una città che siede infra due; una triplice città, bizzarra per la sua forma curiosa per le tante scene che ti offre. La città altra è la Civitas, la città primitiva, la città antichissima: le due valli che ora le son sorelle furon da prima suoi borghi, e con tal nome si chiamarono. Quando si volle ingrandir la Civitas, i borghi furon nominati Sassi, e serbandosi alla madre il suo nome Matronale, chiamossi Sasso Barisano, quello volto a tramontana, verso Bari, Sasso Caveoso l’altro, che è volto verso Montescaglioso – Il Duomo, i palazzi de’ notabili, la Sottintendenza, la casa del Comune, il Seminario, la piazza, le più belle chiese decorano la Civitas, guardata a ponente da un forte castello, consistente in una cortina fiancheggiata da tre grosse, intatte, e forti torri. È dominato il Sasso Caveoso da un irto scoglio con a piedi una chiesetta scavata nel masso, in cima a un faro, e una Croce. Signoreggiano il Sasso Barisano la chiesa e ’l cenobio degli Agostiniani. E – le case de’ Sassi sono costruite in modo, che una serva di base all’altra. Frammezzo ad esse serpeggian vie e viottoli, scendenti, ascendenti, di su, di giù, a manca, a ritta. Di talchè quella casa che guardata alle spalle ha un piano solo, ne ha cinque veduta di prospetto. Vedi le botteghe su, i portoni giù; e questi superiori a’ balconi e a’ terrazzi; i quali alla lor volta sono ora inferiori alle vie, ora a livello di queste. Aspetto più singolare di questo lo cercheresti invano fra le città d’Italia. – Per antica costumanza devota, il giovedì sera, allo squillo della campana, ogni cittadino pon fuori un lume. Oh spettacolo meraviglioso! Que’ lumi li diresti stelle cadute dal cielo, le quali raggruppate variamente a seconda de’ comprensori di case, ti riproducon nelle Valli della bassa terra le costellazioni poste da Dio ne’ firmamenti.

Nel silenzio della notte, mentre il vecchio castello s’alza nero nero dirimpetto; mentre gli stanchi mietitori dormono all’ombra dell’antico convento de’ PP. Predicatori; mentre le lucciole ingemmano la via che mena alle Puglie, io seggo, e ritraggo le impressioni ricevute nel mattino, visitando la città coll’ospite mio.

[…].

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