La Lucania magica di Sinisgalli
Leonardo Sinisgalli ha raccontato una Lucania magica rispetto alla Lucania realista e drammatica di Scotellaro e rispetto alla Lucania mitica, se vogliamo anche dolente, di Albino Pierro.
La Lucania di Sinisgalli è una Lucania della memoria, di un intellettuale che è andato via giovanissimo sia per seguire gli studi che per raccogliere consensi anche nel mondo dell’industria. Ed è una Lucania che è rimasta nella sua coscienza e nel suo scrupolo, direi, nel suo scrupolo di intellettuale costretto ad andar via.
E questa è la Lucania che ritroviamo, vuoi nelle 18 poesie pubblicate nel ’36 da Giovanni Scheiwiller nella Collana «All’insegna del pesce d’oro», vuoi in Campi Elisi. Questa era la Lucania che lo perseguitava anche come valore essenziale di scrupolo, per lui, che non riusciva più a vivere dall’interno la realtà nella quale era nato.
Sinisgalli ripeteva spesso che «Il numero è poesia» e che nel numero si ritrovano tutti i valori dell’uomo, della terra e dell’ambiente. Il numero è l’Idea e attorno a quest’idea girano tutti i valori nei quali siamo nati e ci siamo ritrovati. Quindi Montemurro, la valle dell’Agri, i morti, che ritornano con una frequenza ossessiva nelle poesie di Sinisgalli.
La poesia di Sinisgalli è una poesia di alto valore poetico ma anche scientifico. Il concetto dell’esattezza, per esempio, che non ha mai abbandonato il Poeta, vuoi quando ha realizzato le grandi riviste come quella della Finmeccanica, «Civiltà delle macchine», vuoi quando ha realizzato le poesie dell’amore e del disamore nel rapporto con la sua terra. Quindi egli riusciva a coniugare felicemente l’interesse del poeta, dell’uomo passionale, dell’intellettuale, con quello dello scienziato, che aveva come punto di riferimento l’esattezza.
Ecco perché l’attualità di Sinisgalli è l’attualità della poesia. Sappiamo bene che la poesia è il linguaggio dell’eterno, non muore mai. E Sinisgalli resta attuale quando ci racconta le verità e le suggestioni nelle quali egli si trovò a vivere in questo paese bellissimo della valle dell’Agri ed è attuale quando si racconta come uomo di scienza e direi anche come intellettuale un po’ distaccato.
Dimenticatoio, l’ultima sua opera, rappresenta per ricchezza spirituale e umana il testamento di uno dei più grandi poeti del nostro ‘900.