I percorsi di Giustino Fortunato

date

1906

author

Fortunato, Giustino

title

Lettera di Fortunato a Guglielmo Ferrero

summary

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bibliography

  • "Categgio", vol. I – 1865-1911, a cura di Emilio Gentile, Bari, Laterza, 1978, p. 111-112

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Roma, 18 giugno 1906

Mio caro amico,

[…] A Pag. 58 e a p. 59 in nota della mia Badia di Monticchio io già feci, su la fede di Strabone, un confronto tra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud a’ tempi di Augusto, interamente pari al confronto moderno. Se avessi tempo e forza per dire tutto quello che penso io attorno a ciò! Credi pure che, nelle regioni del latifondo, l’Italia del Sud è oggi così com’era a’ tempi di Augusto: per alcun verso, inferiore. Un latifondo, presso Montemilone, aveva un mirabile acquedotto sotterraneo; un altro, presso Melfi, una colossale cisterna o, meglio, serbatoio d’acqua; Conza un magnifico edificio per terme pubbliche. Eccetera, Eccetera. La pastorizia nomade, come oggi: i «tratturi», come oggi, da Rieti all’ultimo lembo di Puglia (Varrone). Come oggi (o, per meglio dire, come fino a trent’anni fa) il brigantaggio; come oggi, e tuttora viva purtroppo, quella inesauribile intricata questione che è la questione demaniale. Eccetera, eccetera.

In quanto alla malaria, io ne ho appena fatto parola a p. 104, in nota, della Badia di Monticchio. Personalmente, non mi si è offerta mai l’occasione di dire della malaria meridionale nell’antichità. Io sono sicurissimo che l’Italia Meridionale era malarica, così come oggi, meno forse – in quanto alla intensità – su le rive del Ionio, per molte ragioni che non è qui il caso di dire. Nella raccolta degli «Annali di agricoltura» di 25 anni fa, se non ricordo male, ci sono due lavori, abbastanza serii e importanti, intorno alla malaria nel Lazio, ed anche intorno alla malaria in genere, come risulta dagli scrittori. Ti sarà facile averli dalle pubbliche biblioteche. Insomma, la mia opinione è:

1) L’Italia Meridionale era malarica, come oggi, non più di oggi, non più – specialmente – come nel Medio Evo e nell’Evo moderno fino a tutto il secolo XVIII. La Magna Grecia fu distrutta dalla malaria.

2) Anche la storia antica dell’Italia meridionale rimane inesplicabile, senza quella maledetta condanna della malaria, che resta e rimarrà a lungo incomprensibile per voi settentrionali.

Tu perdonami il male e affrettato modo in cui ti scrivo.

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