
I percorsi di Giustino Fortunato
date
1904
author
title
La Badia di Monticchio [estratto n.6]
summary
Lorem ipsum dolor sit amet
bibliography
- La Badia di Monticchio, Vecchi, Trani 1904, pp. 115-123.
teibody
La bolla di papa Alessandro III del
1, la cum castello suo et omnibus pertinentiis suis;
2, il cum ecclesiis et omnibus pertinentiis suis;
3, Il cum ecclesiis et omnibus pertinentiis suis;
4, la cella di cum omnibus pertinentiis suis;
5, la cum omnibus pertinentiis suis;
6, la cum omnibus pertinentiis suis;
7, le chiese di in ipso monte, nella città e territorio di
8, le chiese di de Fugiano
sub Cisterna
9, le chiese di
10, le chiese di
et omnium Sanctorum, in
11, le chiese della santissima Trinità in Catuna, santa Maria dell’Olmeto, santa Maria in Edera e sant’Egidio, nel territorio di Spinazzola;
12, le chiese di san Salvatore e san Nicola, in Andria;
13, la chiesa di san Salvatore, in Gorgo;
14, la chiesa di san Chirico, in Molfetta;
15, la chiesa di sant’Angelo cum olivetis et trappetis, in Pacciano;
16, le chiee di san Matteo e santi Leucio e Caterina, nella città di Bari;
17, la chiesa di sant’Angelo, in Albero Lungo (presso Noicattaro);
18, le chiese di san Nicola di Varisenta, san Teodoro e san Martino, nel territorio di Salpi;
19, le chiese di santo Stefano e santa Maria del Calvario, in Plancano;
20, la
Indubbiamente, un ricco patrimonio: beni feudali, - intorno al trans Aufidi
: dallo elenco del
ecclesia Sancti Stefani de Sassano in territorio Carbonarie, tuttora di proprietà della badia. Pure le terre di Foggiano non vi sono ancora comprese: un primo acquisto di esse, secondo l’elenco del
ARANEO. La badia, con tutte le sue terre della regione del
CENCIO CAMERARIO, scrivendo nel
de censibus ac reditibus olim ad Ecclesiam Romanam spectantibus, errò nel dire, che il «monastero vulturense», già tenuto a pagare al pontefice un’annua oncia d’oro, fosse compreso in
Episcopatu Melphiensi. La bolla di papa Eugenio III del
ARANEO. Il vescovo di
,casali Rivinigri
de Atella
in Agiis
de Cerreto
cum territoriis suis. Mancherebbe
et pertinentiis. Non sarebbe strano che in quel torno,
et ab antiquo tempore,
Santa Maria di Vitalba
Libro Unico dello Stato dellaConcattedrale di Rapolla , fatto per ordine dell’illmo. Monsignor vescovo Basta nell’anno 1758
, cap. XVII, Mss. del Capitolo di
ante Episcopatum, proprietà del vescovo, lontana l’altra dall’abitato un miglio circa, nel luogo che ancor oggi ne serba il nome (
Libro Unicoec.), posseduta dalla badia; e di
de Fera, in città, appartenente al vescovo, l’altra fuori delle mura, presso le grotte della così detta «Acqua di san Vitolo» (
ib.), che spettava alla badia. Ma la contraddizione è inesplicabile, in quanto alle rimanenti due chiese montane, come per quella di
in loco qui dicitur Sanctus Petrus de Serris, prope civitatemMelfie
, era, nell’anno
magnum unum tenimentum in loco qui dicitur Geronus, tra l’
et territorium Parasacci, cum domo et optima massaria (Riassunto de’ diplomi esistenti nell’Archivio della R. Zecca, appartenenti all’Ordine de’ Templari, per opera dell’avv.
FELICE PARRILLI,
A. BOZZA,
IlVulture
, pp. 43-46).
curtis Papianidi alcuni diplomi del
UGHELLI, vol. VIII).
Scritti vari, p. 118;
, p. 58], da lui Sergianni acquistati dalla Curia per il prezzo di ducati diecimila (Santa Maria di Vitalba
MINIERI RICCIO,
Studi storici su’ fascicoli angioini, Napoli,
«in odore di santità», secondo
PIETRO DIACONO(
ad. Leo. Ost., lib. 4), nell’anno
, pp. 58 e 125.Rionero Medievale
ARANEO,
op. c., p. 157.
«Il.vescovo Caruso (1412-27 ) permutò le prestazioni annue che si pagavano alla mensa diMelfi dallabadia di Monticchio con i fondi di questa denominati Foggiano e santo Stefano»
; e la spiegazione, che ne vorrebbe dare ilMonasterium Sancti Angeli de Bandi
FABRE(
op. c.), assolutamente non regge. – Anche la badia di Santa Maria in Elce, presso Calitri, è detta, erroneamente, in Edera.
Liber Censuum(cfr. nel
MURATORI, ec., 856 e 857), introducendo per il vescovado di
, il cui nome lascerebbe supporre o una «dipendenza» de’ basiliani dichiesa Sancti Angeli de Eremitis
, p. 62, in n.): a meno che – credo ora dover aggiungere – non si sia trattato di un’anticaRionero medievale
Libro Unicoec.). La presente chiesetta suburbana di
CAPPIELLO(
op. c., pp. 7, 8 e 17) dimostra non andar oltre la fine del
D’APRILE(
Memoria per la Regia Mensa Vescovile diMelfi contro l’Università di Rionero
, ec., p. 22), furono incorporate nell’Azienda dell’inclito Ordine Costantiniano, per Sovrane Disposizioni. I preti, fino allora impegnati a procurarsene le patenti come abati, erano i meno costumati, perché altro oggetto non avevano se non di sottrarsi alla giurisdizione del proprio Ordinario. – Già, quel che gli stessi loro predecessori, «i frati di sant’Antonio», che io credo non abbian mai albergato in
, p. 63, in n.) e in tutta Italia, è saputo.Rionero medievale
DANTE, parlando de’ frati predicatori, segnatamente degli antoniani, diceva:
Di questo ingrassa il porco Sant’Antonio / Ed altri assai che son peggio che porci; e il
BOCCACCIO(
Dec., gior. VI, nov. 10ª):
«quindi pervenni in Terra di Menzogna [nello Stato della Chiesa], dove molti de’ frati di sant’Antonio e d’altre religioni trovai assai, li quali tutti ogni disagio andavan per l’amor di Dio schifando, spendendo moneta senza conio», ossia, spacciando scioccherie, come quelle di fra Cipolla passate in proverbio.
, p. 14.Santa Maria di Vitalba
, p. 27.Rionero Medievale
Ib., p. 10, in n.
«dove riunì tutto il clero paesano, diviso prima in due parrocchie, l’una a mano destra del castello in capo della bastia sotto il titolo di san Bartolommeo, l’altra a mano sinistra verso mezzogiorno in fine della strada detta la Rua sotto quello di san Nicola (, che invano, nelG. B. ARANEO,Vita del Gran Servo di Dioec., p. 37). I nomi de’ due santi fanno pensare alle due prime denominazioni, la longobarda e la bizantina; e che il ducato di Benevento abbia compreso, nelle sue terre delVulture , ancheRipacandida , non è dubbio: da tempo immemorabile «San Bartolommeo è il principal protettore diRipacandida »
«procurò di poter ricevere in dono da’ cappuccini di(Monticchio , nella cui Grotta si dice essere il Serafico comparso, qualche particella della preziosa reliquia di quell’Apostolo»
Ib., p. 54; cfr. p. 71 del pres. vol.); ed è noto, del resto, che il prossimo casale di
«era anticamente chiamato(cfr.Massa Lombarda »
, p. 65), succeduta, forse, a unRionero medievale
praedium Cinianum seu Cilianumdell’età romana, non ancora spento del tutto nell’anno
, pp. 117 e 213).Il Castello di Lagopesole
, pp. 25-26.Santa Maria di Pierno
, p. 11;Santa Maria di Vitalba
Ilcastello di Lagopesole
, p. 21).
notes alpha
notes int