I percorsi di Giustino Fortunato

date

1899

author

Fortunato, Giustino

title

Il 1799 in Basilicata. Nota cronologica [estratto n.1]

summary

bibliography

  • Estratto dall’Archivio Storico per le provincie napoletane, anno XXIV – fascicolo II, Napoli, Tipografia Francesco Giannini e Figli, 1899, pp. 18-19.

teibody

È da notarsi che nel principio di questo secolo (sic) 1799 entrarono le armi Francesi in Napoli per essere stato tradito Ferdinando IV da suoi ministri ed ecco che appena entrate ordinarono il doversi piantare in ogni luogo l’albero della libertà e facevano a gara a chi primo lo piantava, avendo appresso detta libertà molto favorevole ai Popoli, dopo dunque preso Napoli, la Repubblica Napolitana o sia il Generale delli Francesi si voleva che avesse mandato a regalare a Monsignor D. Andrea Serrao Vescovo di Potenza due Cavalli, dichiarandolo console della Repubblica. Lo stesso Vescovo subito fè ergere l’albero in Potenza con essersi noccordato (sic) lui ed il Vicario Generale e tutta la Canonica, Capitoli, Seminaristi, e uscì nella pubblica piazza per eligere i deputati di detta Città predicando a favore dei Francesi e libertà, ma tanto il popolo non l’acclamò anzi le dissero mille mille improperiose parole facendoli delle macriate (male creanze?), ed il meno che li dissero, non solo che era Giacobino ma Ateo, e volevano ammazzarlo nella detta Piazza, ma tanto li riuscì di scappare via e stiede con gran cautela ristretto nel suo palazzo per circa un mese, ma ecco che finalmente la mattina di 24 febbraio giorno di domenica alle ore 14 si armò buona parte dei Potentini e si portarono in seminario, cercanno dai seminaristi chi viveva ed essi rispondenno Ferdinando IV e così furono esenti e liberi dalla morte; ma non così avvenne al Padre Serra Conventuale Rettore di detto Seminario il quale rispose che viva Francia che nella camerata dei piccoli seminaristi fu ammazzato con due colpi di schioppo, indi principiarono a saccheggiare il Seminario, poi si portarono da monsignore il quale stanto steso a letto e lo fecero fare una morte obbrobriosa sicché li diedero più botte di baionette ed indi li tagliarono la testa e finalmente diedero il sacco al suo palazzo che era zeppo sì di grano vino olio frutti di dispensa mobili sei cavalli e tutto l’argento e l’oro che certo ascendeva a 12 mille ducati e più a mio credere, oltre di aver tolto tutte le vitrate finestre porte sedie buffette embrici mattoni che non è da credersi che se non fusse stato che detto Palazzo attaccato alla chiesa Cattedrale l’avrebbero bruciato; siccome fecero al palazzo dei signori Viggiani e Siani mentre del di detti signori Siani furono anche uccisi e poi tagliata la testa a tutti e quattro questi personaggi le posero in punta di un palo e festeggianno le portarono per torno la città ed indi le situaro sopra il Sedile in questo modo

Il Vescovo Uno dei Siani a destra, l’altro a sinistra Ed il Sig. Rettore Sotto A guisa di croce

notes alpha

    notes int